La nostra donazione del cuore….
by Laura Masino
Posted on Luglio 29, 2018 at 16:43 PM
Il Tirreno – 29 luglio 2018
La cerimonia si è svolta nella sede dei vigili del fuoco di Pisa, in via Matteotti. Insieme alla coppia, che vive a Cascina, una delegazione degli invitati che hanno svolto una visita guidata della struttura insieme a Maurizio Daini, responsabile regionale del corpo per la formazione sanitaria. I neosposi ringraziano anche la famiglia Langone, che ieri non ha potuto assistere alla consegna del defibrillatore, un modello speciale che può funzionare anche nelle situazioni più complesse, in mezzo alla polvere, ma anche sugli elicotteri e a bordo degli aerei impegnati nelle operazioni più delicate.
Presente alla cerimonia anche il comandante provinciale, Ugo D’Anna. «A Cascina avevamo un defibrillatore datato, quindi questo regalo sarà utilissimo, anche se speriamo di non utilizzarlo mai. Volevo ringraziarvi per un pensiero non così comune – dice rivolgendosi a Laura e Maurizio – che rappresenta un bellissimo gesto al di là dell’oggetto. Poteva anche essere una penna. Il contesto in cui avete fatto la donazione lo rendono speciale. È la prima volta che mi capita una cosa del genere – prosegue il comandante – e non avevo mai visto un regalo così bello per un matrimonio. Lo installeremo sull’autopompa più importante di Cascina e aumenterà la sicurezza sia del nostro personale, sia di tutte le persone che dovessero averne bisogno».
Masino, esperta di defibrillatori, ha scelto il modello migliore e «più robusto» fra quelli in commercio, dato che può funzionare anche in situazioni limite. «Conosco la macchina, perché noi svolgiamo anche assistenza tecnica agli impianti – dice – e sono sicura che per i vigili del fuoco questo defibrillatore sarà importantissimo». La donna, a margine della cerimonia, rivela pure qualche aneddoto sul suo trasferimento in Toscana. «Come mi sono trasferita a Pisa? – dice – Con il mio ex marito, durante le vacanze di Capodanno di 30 anni fa, rimanemmo innamorati della città. Quindi ci trasferimmo. Torino, all’epoca, era un disastro: mentre lavoravo al pub non facevo altro che chiamare polizia e carabinieri. Il problema è che oggi Pisa è la Torino di trent’anni fa: stanno succedendo le stesse cose, per questo abito a Cascina».


